Arrampicata nell’Isola di Tavolara, le nuove vie di Maurizio Giordani

Dopo la prima puntata sulle sue ultime nuove vie d’arrampicata in Dolomiti, Maurizio Giordani presenta anche le sue ultime vie nuove aperte sull’Isola di Tavolara (Sardegna) insieme a Luciano Ferrari e Giuliano Stenghel.

La Sardegna, nel mio immaginario, nei miei ricordi e nei miei sogni è da sempre presente con forza… un richiamo irresistibile. Fin da quando, giovane appena licenziato e disoccupato, comprai con i pochi risparmi, circa 2.000.000 di vecchie lire, uno scassato furgone Ford Transit che in qualche settimana di lavoro trasformai in un confortevole mini camper, dopo averlo sventrato, riverniciato, allestito all’interno con una serie di mobili ed accessori tutti disegnati e costruiti a doc con l’auto di un amico falegname e ri-motorizzato con un nuovo blocco motore di dubbia provenienza…

Con Rosanna di norma si partiva a primavera e quando non si andava a Finale o in Verdon, o dopo essere passati in questi mitici luoghi di richiamo per arrampicatori, tappa d’obbligo era Cala Gonone, dove incontravamo gli amici, Francesco e Marilena in primis, e con il loro gommone esploravamo fin nei luoghi più reconditi il golfo di Orosei, alla ricerca di rocce da scalare e di nascoste calette dove fare il bagno. Naturalmente non tralasciavamo l’entroterra, il Supramonte, la valle di Lanaito, le gole di Su Gorropu, e tutto il resto dell’isola che si rivelava ad ogni nuova scoperta un incredibile paradiso per chi, come noi, ama i luoghi selvaggi e non facilmente accessibili dove scalare, camminare, fare speleologia, nuotare, ecc. ecc.

Quando, nella primavera del 2015, con Nancy, Paola e Ingo andiamo a conoscere il famoso trekking “Selvaggio Blu”, in molte occasioni mi sono trovato a ripercorrere tratti che avevo già esplorato molti anni prima, quando questo percorso non era ancora arrivato alla notorietà.

In un tardo pomeriggio d’inizio primavera, con Luciano Ferrari passiamo a salutare Ruggero al ristorante La Lanterna da lui gestito vicino ad Arco, sotto la parete di San Paolo; come al solito dopo una bella giornata in parete una birra e un saluto agli amici che qui s’incontrano è un’abitudine alla quale non vogliamo rinunciare.

Arriva anche Giuliano Stenghel, al rientro dalla via Sette Muri, scalata con la moglie e la figlia, in occasione del compleanno di lei. Si lamenta di un friend Camalot blu rimasto su, nella fessura dove lo ha dovuto lasciare incastrato. Detto, fatto; bastano pochi minuti e siamo pronti per tornare in parete. Dopo quasi quaranta anni mi lego ancora in cordata con Giuliano… l’occasione non può essere mancata. Anche Luciano non si tira indietro, nonostante il buio imminente, e in quattro e quattr’otto siamo di ritorno, davanti al banco del bar con in mano un bicchiere di buon prosecco e con il friend appeso all’imbrago.

Allegria ed entusiasmo prendono il sopravvento e quando arriva da parte di Giuliano l’invito a passare qualche giorno a casa sua vicino ad Olbia per scalare assieme sull’isola di Tavolara, dove non sono mai stato, prendiamo l’occasione al volo e accettiamo. Si torna in Sardegna…

In quattro sul gommone che salta sulle onde (si è aggiunto l’amico Giorgio Zeni al gruppetto) passiamo dal “re” dell’isola che gentilmente si offre di gestire l’imbarcazione mentre noi siamo in parete. Bisogna letteralmente “saltare” sugli scogli con estrema prudenza per non farsi male sulla roccia tagliente o/e finire in acqua; poi un infinito blu davanti agli occhi, di cielo e di mare.

Sono tre giorni intensi, quasi frenetici perché le cose da fare e vedere sono molte, ma quando si condivide passione, affiatamento ed entusiasmo il tempo vola… e l’aereo riparte.

Rimangono le parole, molte, dette alle soste fra un tiro e l’altro o davanti ad un buon piatto di gnocchetti sardi o uno spaghetto allo scoglio (non per me che non mangio pesce), con la bocca un po’ impastata dal Cannonau e l’animo emozionato, quasi sommerso dal gentile, straripante misticismo di Giuliano che racconta delle sue terribili vicissitudini, turbato dalla sua apparente serenità raggiunta, delicatamente impressionato dal fervore che ci avvolge.

La roccia è l’anello di congiunzione che ci lega, che ci accomuna, e sulla Tavolara riveste un’attrazione ineguagliabile per la sua varietà di colori, per la sua ottima qualità, tagliente, aderentissima, disegnata dall’acqua e dal vento con incredibile fantasia in sequenze di appigli ideali da seguire, contornata da un ambiente da sogno, ardito, pure severo se si vuole, ma affascinante come pochi. Grazie!

diMaurizio Giordani

Si ringrazia:Karpos,SCARPA,Climbing Technology

SCHEDA: Infinito Blu, Isola di Tavolara Sardegna

SCHEDA: Antichi Guerrieri, Isola di Tavolara Sardegna

Click Here: cheap nhl jerseys

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *